giovedì 25 novembre 2010

Istituito a Vibo Valentia il Centro provinciale antiviolenza rivolto alle donne vittime di soprusi

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, questo pomeriggio è stato presentato il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia e il Centro di accoglienza “La Casa di Marta” per l’istituzione del Centro antiviolenza donne (Cad), che sarà allestito nella sede di via XXV Aprile, nella città capoluogo.
All’incontro con i giornalisti (foto) hanno preso parte Pasquale Fera, assessore provinciale alle Politiche sociali, Vincenzina Perciavalle, consigliera provinciale di Parità, monsignor Giuseppe Fiorillo, rettore del duomo di San Leoluca, e Caterina Patania, responsabile del progetto.
«I servizi assistenziali rientrano negli obiettivi prioritari della nostra amministrazione - ha sottolineato Fera -, per questo abbiamo deciso di collaborare al progetto, finalizzato a prevenire stati di emarginazione e favorire il reinserimento sociale delle donne in difficoltà, con particolare attenzione alle vittime di maltrattamenti e violenza. L’obiettivo è quello di costituire un servizio di aiuto e supporto che favorisca la tutela della donna sia in ambito lavorativo che in quello familiare».
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli obiettivi del protocollo di intesa, che prevede un ampliamento dei servizi già attivi sul territorio, tramite l’impiego di personale qualificato, con specifiche competenze psicoterapeutiche.
È prevista, dunque, l’erogazione di servizi, a cominciare dalla consulenza psicologica e l’assistenza legale, fino all’accoglienza nella struttura di donne in stato di difficoltà e al loro reinserimento sociale.
«La legislazione regionale è all’avanguardia in questo campo - ha affermato Perciavalle -, poiché la Calabria è una delle sette regioni italiane ad avere una legge a favore dei centri antiviolenza. Il protocollo di intesa presentato oggi può favorire, quindi, l’accesso ai fondi regionali, al fine di ottimizzare le strutture provinciali e renderle rispondenti alle esigenze della società».
Monsignor Fiorillo è intervenuto per rimarcare la disponibilità e lo spirito di servizio che animano gli operatori che partecipano al progetto: «La Casa di Marta opera da anni sul territorio vibonese e da oggi darà sostengo anche al Cad. Il Centro aiuterà le donne vittime di violenze a ritrovare coraggio e speranza, a prendere consapevolezza del fatto che non sono sole, ma ci sono persone pronte ad ascoltarle e aiutarle. A tale scopo si offrirà un servizio di assistenza telefonica 24 ore su 24».

I relatori hanno evidenziato la peculiarità del progetto, che intende adottare una metodologia di rete territoriale, usufruendo della collaborazione con le istituzioni e le associazioni di volontariato.
Ad illustrare alcuni obiettivi è stata Caterina Patania: «Contrastare ogni forma di discriminazione e lavorare insieme per l’affermazione dei diritti umani e dell’integrità psicofisica della popolazione femminile rientra negli scopi di questa iniziativa. Infatti, è prevista la collaborazione attiva con i servizi sociali e le forze dell’ordine, al fine di garantire al meglio la tutela delle donne che hanno subito maltrattamenti e soprusi».
s.i.

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